Riserva Naturale Regionale Guidata Punta Aderci


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L'ambiente dunale

LE DUNE

Le dune sono strutture collinari caratteristiche dei deserti e delle coste sabbiose. Quelle costiere si sviluppano parallelamente al litorale, sono costituite soprattutto da sedimenti fini incoerenti portati dai fiumi (origine fluviale) e dal moto ondoso (origine marina) che trasporta e rideposita i sedimenti secondo le correnti principali. Le dune non sono strutture statiche, sono instabili, sono soggette a continui spostamenti e ridimensionamenti causati dalla direzione e dalla forza del vento. Il vento, infatti, spinge le particelle sabbiose verso l’entroterra per trascinamento oppure a balzi creando un lato sopravento con pendenza moderata e un lato sottovento con pendenza più accentuata. Generalmente il versante della duna esposto a mare è maggiormente colpito dall’azione erosiva del vento, mentre il versante protetto si accresce per l’accumulo dei granelli di sabbia. La sabbia inizia ad accumularsi quando incontra le rocce o le piante.La vegetazione ha quindi una fondamentale importanza per la formazione delle dune costiere, poiché crea un impedimento per l’avanzamento della sabbia verso l’entroterra. Può iniziare così la formazione di dune embrionali che vanno sempre più accrescendosi e stabilizzandosi, fino a formare vere e proprie colline asimmetriche che possono superare i 10 metri d’altezza. Il primo cordone di dune, prospiciente al mare, è sempre più elevato rispetto ai successivi. I cordoni successivi, sono più ricchi di copertura vegetale, rappresentata da arbusti tipici della macchia mediterranea. I cordoni dunali sono ambienti molto interessanti sia dal punto di vista ecologico sia paesaggistico. Tali ecosistemi hanno un delicato equilibrio evolutivo legato alla continua trasformazione del substrato causato dall’erosione del vento e del mare, che rendono difficile l’insediamento dei vegetali e di conseguenza la loro stabilizzazione. Spesso a peggiorare la situazione vi è l’azione dell’uomo che con la costruzione di strade ed edifici lungo le coste o semplicemente, con il solo calpestio delle piante che crescono nelle dune, interferisce sull’equilibrio descritto provocando lo sventramento dei cordoni dunali. Ma uno dei danni maggiori è sicuramente dato dalla costruzione di sbarramenti artificiali a monte dei corsi d’acqua. Questi hanno determinato una drastica riduzione nel trasporto dei sedimenti sabbiosi che giungevano al mare, causando l’arretramento della spiaggia. A Vasto, tale fenomeno è in controtendenza, infatti la spiaggia è caratterizzata da una attiva dinamica di deposizione e di edificazione dunale, favorita dalla deposizione del molo a difesa del porto di Vasto.

LA VEGETAZIONE DELLE DUNE

L'ecositema litorale è uno degli ambienti terrestri più selettivi per lo sviluppo delle piante. I fattori limitanti sono il vento che trasporta minutissime gocce di acqua marina e una moltitudine di granelli di sabbia (azione smerigliante), e le acque circolanti ricche di cloruro di sodio e perciò di difficile assunzione da parte delle radici. Sono favorite solo quelle specie dette "psammofile" (dal greco psammos=sabbia, filé=amico) adattate a superare tali condizioni. Gli adattamenti evolutivi delle piante sono l'habitus sempreverde, la succulenza di alcuni organi, la spinescenza, la tomentosità utili a superare periodi aridi; per resistere all'azione abrasiva della sabbia trasportata dal vento apparati radicali molto sviluppati in profondità, riduzione delle superfici esposte, portamento strisciante o a pulvino; ciclo biologico molto breve per poter superare le stagioni avverse sotto forma di seme. Partendo dal mare verso l'interno troviamo la zona afotica dell'alta marea, dove non riesce a crescere nessuna pianta. Dopo questa fascia vi è una zona di deposizione, dove le alghe, le fanerogame marine e le conchiglie vengono spiaggiate. La decomposizione di queste sostanze organiche apporta una sufficiente quantità di nutrienti per permettere alle prime piante pioniere di colonizzare la spiaggia. Le piante annuali (terofite) alonitrofile, stabiliscono una prima barriera alla dispersione della sabbia.


(Tratto da "Aspetti della vegetazione costiera di Vasto" di Gianfranco Pirone)

Man mano che dalla battigia ci si sposta verso l'interno, le comunità vegetali si dispongono in fasce più o meno parallele rispetto alla linea di costa. Sulla spiaggia di Punta Penna si rinviene la tipica successione delle associazioni vegetali psammofile.
1) Il Cakileto, la comunità più prossima alla battigia;
2) L'Agropireto, verso l'interno della spiaggia, alla base delle dune;
3) L'Ammofileto, sulle dune "mobili".

IL CAKILETO
Costituisce il primo avanposto vegetale che colonizza la fascia più prossima al mare. Questa comunità rappresenta una vera e propria "linea di difesa" dell'ecosistema litoraneo. E' formata da poche specie alonitrofile che offrono un primo ostacolo alla mobilità della sabbia grazie ad adattamenti morfologici come gli ampi apparati radicali. Il nome dell'associazione deriva da il Ravastrello marittimo (Cakile maritima). Le altre specie caratteristiche di questa associazione sono la Salsola (Salsola Kali), la Nappola (Xanthium italicum).
L'AGROPIRETO
E' la vegetazione edificatrice sulle sabbie sciolte del litorale e rappresenta la fase pioniera della colonizzazione vegetale delle dune. Segna il limite interno della spiaggia e spesso si rinviene a mosaico assieme all'ammofileto; il suo nome deriva da una graminacea cespitosa, la Gramigna delle spiagge (Agropyron junceum) che con i suoi sviluppati rizomi striscianti imbriglia e trattiene la sabbia. Essa è accompagnata da diverse specie tipiche degli ambienti costieri psammofili : Eringio o Cardo di mare (Eryngium maritimum), Pastinaca marina (Echinophora spinosa), Euforbia delle dune (Euphorbia paralias), Convolvolo delle spiagge (Calystegia soldanella).
L'AMMOFILETO
E' la vegetazione delle dune più elevate, ma ancora mobili, posto normalmente alle spalle dell'agropireto. Si riconosce per l'inconfondibile presenza di una robusta graminacea, lo Sparto pungente (Ammophila arenaria), che dà il nome all'associazione e che con i suoi densi cespi costituisce un efficacissimo ostacolo al movimento della sabbia; all'azione di consolidamento delle dune contribuiscono anche le altre specie caratteristiche dell'associazione come l'Echinophora spinosa e la Medicago marina.

Tra le dune e la falesia, nelle zone retrodunali, troviamo, nella spiaggia di Punta Penna, ampie colonie di Ginestrino delle spiagge (Lotus creticus), di Palèo delle spiagge (Vulpia membranacea), Coda di lepre (Lavurus ovatus) e la Silene (Silene colorata).

Sulle rupi più vicine al mare, si rinvengono le specie più resistenti alla salsedine, alcune delle quali rare e prestigiose. Qui gli elementi più caratterizzanti sono rappresentati dal Finocchio marino (Crithmum maritimum), una pianta succulenta comune in questo litorale, dal raro Limonio virgato (Limonium virgatum) che in Abruzzo è presente solo qui e a Fossacesia, dalla Carota delle scogliere (Dacus gingidium) : per quest'ultima pianta la costa di Vasto è l'unica località conosciuta in Abruzzo.

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