Riserva Naturale Regionale Guidata Punta Aderci


Vai ai contenuti

La Fauna

Fratino (Charadrius alexandrinus)
Specie tipica delle coste sabbiose dell’Europa sud-orientale; in molti Paesi è in regresso, mentre in Italia, Francia e Spagna mantiene popolazioni apparentemente stabili. Nella Riserva di Punta Aderci è presente come nidificante lungo le spiagge, dove depone le uova a terra. Tra i problemi di conservazione più rilevanti si segnala il disturbo antropico durante la nidificazione e il rischio elevato di distruzione dei nidi causato dalla presenza di cani vaganti. Le aree di nidificazione della specie necessitano di una gestione mirata, finalizzata alla riduzione del rischio di predazione al nido e del disturbo diretto. Anche la predazione causata dalle volpi potrebbe essere una causa di mortalità rilevante. Per evitare completamente la predazione sarebbe necessaria una recinzione antintrusione. La migliori aree di nidificazione per la specie sono rappresentate da lingue di sabbia isolate da bracci di acqua.


Airone cenerino (Ardea cinerea)
La popolazione nidificante in Italia è prevalentemente concentrata nella parte occidentale della Pianura Padana, mentre nella zona del delta del Po ha una distribuzione localizzata, ma in espansione. Per l’Italia peninsulare è presente in Toscana (Castiglione della Pescaia e Lago della Penna). Questo ardeide è presente come specie migratrice nella Riserva, in particolare nell’area delle foci del Sinello. L'alimentazione avviene in acque basse con vegetazione di sponda, ma diversamente da altre specie di ardeidi l'airone cenerino può cacciare con successo anche su acque relativamente profonde, utilizzando il sistema dell'aspetto su posizioni rilevate quali rami emergenti.

Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides)
E' una specie appartenente all'ordine dei Ciconiformi, famiglia degli Ardeidi.
E' un airone di medie dimensioni dal collo corto, ha il piumaggio di colore bianco, marrone, e arancione. Le zampe e il becco nel periodo riproduttivo diventano azzurri. L'adulto ha un ciuffo nucale molto evidente. Nei giovani domina il colore marrone screziato e il becco è giallastro. Nidifica in Spagna e sporadicamente in altre zone dell'Europa meridionale. Poco diffuso in Pianura Padana soprattutto lungo i fiumi e nella zona della Lombardia e del Piemonte dove è dominante la risaia e nella zona del delta del Po e delle valli è sicuramente uno specie di airone coloniale piuttosto rara. Nel censimento del 1981 la popolazione italiana era stimata in 300 coppie. Nidifica in colonia denominata garzaia insieme ad altre specie di Ardeidi. Il nido è costruito in garzaia, prevalentemente su arbusti di salice o altri alberi bassi. Si nutre di pesci, rane, girini e invertebrati. Caccia sia da ferma su posatoio rialzato, che camminando lentamente in acque basse. È una specie migratrice.

Tarabuso (Botaurus stellaris)
Con solo 1500 maschi cantori, il Tarabuso è certamente una delle specie più rare presenti nell'Unione Europea. Di questi, non più di 50 si riproducono nel nostro Paese. Questa infatti è una specie che necessita, per sopravvivere, di un ambiente che sta sparendo a vista d'occhio in tutto il Vecchio Continente: il canneto. Ha una lunghezza di 70 cm con apertura alare 130 cm., Peso 1 Kg. È un animale molto schivo, che ama ripararsi nel fitto dei canneti dove nidifica in coppie isolate. Difficile da vedere, se ne può stabilire con sicurezza la presenza grazie al particolare verso notturno simile al soffio in una bottiglia vuota, che il maschio emette durante il periodo riproduttivo, fino alla fine di giugno. Se allarmato, assume una postura mimetica immobilizzandosi e tenendo collo e becco verso l'alto per cercare di confondersi con le canne. Durante il volo mantiene il collo ritirato, e le battute sono rapide e regolari. Si nutre di piccoli animali che rinviene nelle basse acque paludose: pesci d'acqua dolce, piccoli anfibi e rettili, talvolta insetti. Non disdegna però di cibarsi anche di piccoli mammiferi (topi e arvicole) o vegetali.


Garzetta (Egretta garzetta)
È una specie indicata nella Direttiva 79/409/CEE e successive modifiche. Il suo status generale è favorevole e la popolazione globale non è concentrata in Europa. La popolazione nidificante in Italia (6.000 - 15.000 coppie in incremento nel periodo 1983-1990) costituisce un terzo della popolazione europea ed è prevalentemente concentrata nella Pianura Padana. È presente in maniera irregolare, specialmente durante gli spostamenti migratori e di erratismo. Utilizza, per l'alimentazione, una varietà di ambienti, generalmente caratterizzati dalla presenza di acque basse e copertura vegetazionale.



Gruccione (Merops Apiaster)
ll gruccione è il più variopinto rappresentante dell’avifauna italiana, tanto da meritarsi l’appellativo di “uccello arcobaleno”. Dorso castano rossiccio, si schiarisce fino sfumare nel giallo del groppone, parti ventrali azzurro verdastre. Il collare attraversa il collo color giallo, mentre gli occhi sono attraversati da una fascia color scuro. La fronte è bianca con sfumature azzurre, zampe e becco neri. Coda lunga e verdastra con le timoniere centrali molto sviluppate nell’adulto. La voce è un “pruupp” udibile da lontano. In Italia arriva verso la fine di aprile per nidificare, ritornando la fine di agosto nei quartieri di svernamento del Sahara occidentale e del Kenia orientale sino al Sud Africa. Nei 4 mesi che trascorre nel nostro paese si nutre di tantissimi insetti che cattura lanciandosi da un posatoio spiccando spettacolari voli che dimostrano la sua capacità nel cacciare. Interessante è sapere che gli uccelli riescono distinguere quali siano gli insetti velenosi riuscendo a far fuoriuscire il veleno della preda schiacciandole l’addome col becco. Il gruccione si ciba così di api, vespe, calabroni,libellule e farfalle. La nidificazione avviene in gallerie scavate nel terreno sabbioso a argilloso oppure in pareti ripide e difficilmente accessibili dai predatori. Il nido è composto da un cunicolo di entrata lungo dai cm.80. ai mt.2, terminante in una camera detta di incubazione. La femmina depone dalle 4 alle 7 uova bianco lucido che cova per 23 giorni dopodiché nascono i piccoli che per 26 giorni sono accuditi da entrambi i genitori. Le osservazioni in questo periodo hanno portato alla scoperta che un terzo esemplare, presumibilmente giovane, aiuta la coppia allo svezzamento dei nidiacei.

Martin Pescatore (Alcedo atthis)
Le piume sono sgargianti, tra il blu e il verde, ma sul collo e sulla gola si notano evidenti macchie bianche. Le parti superiori presentano una colorazione che varia dal blu brillante al verde smeraldo. Il petto invece, ha una colorazione arancione vivace per i maschi, più castana per le femmine. La testa è abbastanza grande, con un becco lungo, robusto nero. Le zampette sono piccole e di un rosso intenso. Di solito il maschio lo si osserva spesso posato sui rami o sui paletti presso l'acqua, da dove si tuffa per catturare le sue prede. In genere vola basso, rasente l'acqua, il suo volo è veloce. L'habitat ideale per il Martin Pescatore sono i luoghi dove è presente acqua e cibo, ossia pesci, che costituiscono la sua alimentazione. Nonostante la modesta grandezza, il Martin Pescatore riesce a catturare prede anche più grandi del suo corpo come il luccio o la trota. In alcune occasioni, in mancanza delle sue prede preferite, cattura piccoli animali acquatici quali larve, insetti acquatici come le libellule o piccoli granchi, a volte anche molluschi. Le coppie tra Martin Pescatore generalmente si formano a partire dal mese di gennaio. Prima di passare all'accoppiamento si picchiettano leggermente il becco, esprimendo la loro intesa a formare una nuova famiglia. I piccoli, che di solito nascono tra marzo e agosto, vengono posti in un tunnel sotterraneo lungo le rive alte, con un apertura di circa 15/17 cm di diametro e lungo da 45 a 130 cm, che protegge i piccoli dalle intemperie e dai predatori. Quando la femmina deporrà le uova, di un numero compreso tra 5 e 8, per 19/21 giorni esse saranno covate da entrambi i genitori.

Sparviere (Accipiter nisus)
E' una specie molto discreta e assai difficile da osservare e localizzare. Molto simile all`Astore è comunque di dimensioni più piccole, in modo particolare il maschio. Si distingue inoltre dagli altri rapaci per una lunga coda e le ali corte e arrotondate. In volo può essere confuso con il cuculo o con il gheppio dal quale si differenzia comunque per il colore e la forma delle ali. L`habitat principale coincide con le zone boschive, dalla pianura fino alla zona alpina. Durante le escursioni di caccia frequenta pure ambienti semiaperti come radure, margini di bosco ecc. La specie si nutre principalmente di piccoli uccelli che caccia con estrema abilità e velocità all`interno del bosco. Durante il periodo riproduttivo lo sparviere vive a coppie che possono occupare delle superfici da 5 a 10 kmq. Anche in questa specie il maschio contribuisce attivamente alla cova, nutrendo la femmina e procurandole il cibo. La deposizione delle uova inizia in maggio e i piccoli abbandonano il nido a fine luglio, 24 - 30 giorni dopo la schiusa delle uova.

Cinciallegra (Parus major)
Appartenente alla famiglia dei Paridi, è lunga circa 14-15 cm; la testa e il collo sono nero-bluastri brillanti con guance bianche e ali e coda grigio-azzurre. Il dorso è verdastro, le parti inferiori gialle con una striscia centrale nera, che corre longitudinalmente dalla gola all’addome. Le zampe sono grigio-blu, il becco e gli occhi neri. E’ una specie tipicamente arborea, si arrampica sui rami. E' molto attiva, curiosa e allegra e scende raramente al suolo. Non è raro che imiti gli altri uccelli nel loro canto. Abita i boschi misti e di latifoglie, le aree agricole, i giardini e i parchi; sverna nel territorio di nidificazione. Diffusa e comune, si spinge fino a quote verso i 1500 metri. La Cinciallegra nidifica in buchi nei muri, in cavità di alberi e cassette nido, da fine marzo a luglio, portando a termine 2 covate annue. La coppia costruisce un nido di muschio rivestito di peli animali; in esso la femmina depone dalle 5 alle 10 uova, bianche, macchiettate di bruno rossiccio. La femmina cova 12-16 giorni; i giovani vengono alimentati da entrambi i genitori e si involano dopo 19-20 giorni. Si nutre di una grande quantità di insetti e larve, ragni, piccoli invertebrati e vermi; in inverno anche sementi contenenti grasso e bacche. Apre semi e noci con il forte becco. Quando il cibo abbonda ne tiene da parte delle riserve per i giorni di magra. E’ diffusa in tutta l’Europa.

Poiana (Buteo buteo)
La poiana comune è un uccello da preda tipico dell'Europa. Ha una lunghezza tipica tra i 51 e i 57 cm con una apertura alare dai 110 ai 130 cm. Il suo habitat copre la maggior parte dell'Europa e si estende in Asia. Vive in tutte le zone tranne che nelle zone più fredde.
Vive nei boschi, ma di solito caccia in territori aperti. Mangia soprattutto piccoli mammiferi e, talvolta, carogne di animali (saprofagia). Le poiane sono gli uccelli più cacciati in tutta l'Inghilterra. Stanno aumentando di numero in Gran Bretagna e si stanno estendendo ad est dalle loro precedenti roccaforti occidentali. Generalmente non si spostano in stormi ma possono essere visti insieme durante una migrazione o in un buon habitat. La poiana costituisce un solo nido sugli alberi e su rocce isolate. La femmina depone solitamente 2 o 3 uova nel nido tra marzo e maggio. Le uova sono bianche con macchiettature grigie o brune. La cova dura solitamente 34 giorni, e si alternano sia i maschi che le femmine. I piccoli restano nel nido per i successivi 40-50 giorni.

Saltimpalo (Saxicola Torquata)
E'un piccolo uccello della famiglia dei Pigliamosche (Muscicapidae). Il saltimpalo è un uccello in grave pericolo. E' lungo circa 12 cm e pesa fino a tredici grammi. Il maschio ha una testa nera e un anello bianco nel collo. La parte anteriore è colorata di rosso arancio. Le femmine hanno tutto il corpo di un colore più opaco.
Vive su superfici aperte con singoli arbusti, per esempio in brughiere o praterie alte. La sua residenza invernale è l'Europa merdionale e Occidentale. In Europa centrale e orientale il saltimpalo è presente da marzo a novembre. Necessita della presenza di cespugli, arbusti, erbe folte, paletti (da cui il nome): tutti punti di appostamento per la caccia. Da queste postazioni il maschio può cantare per segnalare il proprio territorio. Purtroppo la diffusione sempre più massiccia di colture intensiva sta facendo sparire le condizioni ambientali gradite alla specie, che ha visto diminuire la propria popolazione in molte regioni.
Il saltimpalo si nutre di insetti, ragni e vermi che cattura prevalentemente dal terreno. Caccia da appostamento: dal suo posatoio parte in volo e va a catturare le sue prede.
Nel periodo di cova da marzo ad agosto vengono deposte due covate. Il nido viene nascosto bene e costruito in profondità nel terreno con erba, fili di paglia, licheni e radici. Le femmine depongono dalle cinque alle sei uova.


Cappellaccia (Galerida cristata)
Leggermente più grande dell'Allodola comune si distingue da questa per il piumaggio più grigio e una cresta più grande che resta visibile anche quando è ripegata. Ha un becco appuntito, con la parte inferiore piatta. La parte inferiore delle ali è rossiccia. Lunghezza: 17 cm. Apertura alare: da 29 a 34 cm. Peso: da 35 a 45 g. È un comune frequentatore degli spiazzi aperti e coltivati. Il canto è melodioso, ma monotono. Si nutre di semi e insetti. Gregario, resta normalmente nella stessa zona per tutto l'anno, nidifica tra aprile e giugno. Costruisce il nido in piena terra con 4 o 6 uova, di colore variabile tra il giallo e il bianco rossiccio, macchiettato di grigio. Nidifica due o tre volte all'anno. La cova, fatta sia dalla femmina che dal maschio, dura 12 13 giorni. I pulcini sono coperti da una lunga peluria giallo paglia. Dopo 10 giorni abbandonano il nido e dopo 20 giorni volano.

Beccamoschino (Cisticola juncidis)
E' un uccello della famiglia delle Cisticolidae,lungo circa 11 cm, caratterizzato da un piumaggio nelle parti superiori di colore bruno-olivastro a strisce, con la schiena rossiccia, le parti inferiori bianche, con il petto e fianchi fulvi. In Italia è stazionario e di passo e nidifica soprattutto sulla zona costiera, ma anche all'interno, in habitat costituiti da aree aperte, come pascoli, zone coltivate, e praterie, mai al di sopra della zona collinare.
Il volo è formato da un susseguirsi di curve, e quando è in volo emette un fischio acuto e forte. Nell'erba si muove con grande velocità. Costruisce il nido mettendo insieme numerose foglie, posizionandolo sempre all'altezza di circa trenta cm da terra, all'interno di qualche cespuglio di graminacee. Vengono deposte dalle 4 alle 5 uova di colore azzurro chiaro o bianco-rossiccio, ed a covarle sarà solamente la femmina. Si ciba di piccoli insetti, che raccoglie sull'erba, nei cespugli o sul terreno.

Occhiocotto (Sylvia melanocephala)

In Italia è presente lungo le coste della penisola e su tutte le isole, è sedentario e nidificante ma vi transitano anche popolazioni migratrici, provenienti dal Nordafrica. La specie, lunga fino a 13cm, presenta il maschio con il capo di un nero intenso, nel quale spicca l'occhio, circondato da un circolo di pelle rossa (da qui il nome); il resto delle parti superiori è grigio, mentre inferiormente il colore si fa quasi bianco. La coda, scura, è anch'essa bordata di bianco. Alla femmina invece, manca l'evidente cappuccio nero ed è simile ai giovani. Il verso è un forte allarme come di uno strumento di legno rapidamente vibrato. Tra le sue prede più comuni vi sono insetti di diverse specie, larve di lepidotteri, afidi, ragni; nella tarda estate ed in autunno l'occhiocotto utilizza per alimentarsi anche frutti quali fichi ed uva, e semi di numerose piante. La riproduzione ha inizio a fine marzo, ed il nido è costruito in cespugli sparsi o nel sottobosco di foreste costiere. Le uova, 3-4, possono variare molto nel colore di fondo ed hanno macchie brune o rossastre. Vengono incubate per 13-14 giorni da entrambi i sessi ed i giovani vengono nutriti quasi esclusivamente dalla femmina e rimangono nel nido per 11 giorni. Di norma vengono completate due covate.

Cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus)
Appartiene alla famiglia dei Recurvirostridi, uccelli grandi circa come tortore, con il becco e le zampe lunghissime. Molto elegante, possiede una livrea che lo rende inconfondibile: il dorso e le copritrici superiori delle ali color nero uniforme, le lunghe zampe rosse e un becco dritto e sottile che usa per scandagliare il fondo delle paludi alla ricerca degli invertebrati di cui si nutre: insetti acquatici e piccoli molluschi, anche se apprezza anche ragni e piccoli insetti terrestri. È un uccello di ripa, e nidifica in colonie molto numerose e rumorose a causa degli incessanti stridi che la animano durante il periodo degli accoppiamenti. Quando già se ne paventava l'estinzione, il cavaliere d'Italia è tornato a nidificare nel nostro paese e ora è abbastanza comune incontrarlo in molte paludi della penisola, tanto che la popolazione italiana nidificante (che tende ad aumentare) è la seconda per importanza in Europa, dopo quella spagnola. Ha una lunghezza di circa 37 cm e un peso di 160 gr.

Il Cavaliere d'Italia depone in media 4 (5 max) uova e la durata dell' incubazione è di 25/26 giorni.

Gheppio (Falco tinnuncunus)

E' un piccolo rapace diurno, somigliante molto al falco, raggiunge i 44 cm, con apertura alare di circa 75cm.e un peso medio di 70-270 gr. Il maschio ha testa grigio-blu, dorso color castagno, ali con macchie scure e coda lunga e stretta (12-15 cm), grigia, con una barra nera sul bordo, sotto è più chiaro, becco adunco e zampe gialle. Timoniere grigio-ardesia con banda subterminale nera. La femmina ha il dorso e la coda di colore bruno con macchie nere trasversali ed è piu' grande del maschio.
Frequentemente lo si vede volare in modo stazionario (fa' il cosiddetto "spirito santo", sbattendo velocemente le ali controvento, rimanendo immobile) a poche decine di metri dal suolo, quando scruta il terreno sottostante in ricerca di prede. L`habitat ed il luogo di caccia preferiti sono le zone aperte sia al di sotto dei 500 metri, sia al di sopra dei 2000 metri (in corrispondenza a praterie alpine). Eccellente cacciatore, si nutre di piccoli mammiferi, piccoli roditori, insetti vari, lucertole, invertebrati, piccoli serpenti ed uccelli, come storni,allodole, pipistrelli e passeri. Durante il periodo riproduttivo, emette versi acuti ripetuti. Costruisce il nido generalmente sulle pareti rocciose ma anche su alberi ,edifici o ponti, ma anche in vecchi nidi abbandonati di altri uccelli (cornacchie, piccioni etc.). A seconda dell`altitudine la deposizione delle uova (4/9 in 1/2 giorni) inizia dopo metà aprile e la cova, effettuata esclusivamente dalla femmina, dura circa 28 giorni. Il maschio si occupa di procurare il cibo e difendere i piccoli che spiccano il volo d
opo 30 gg circa.

Falco di palude (Circus aeruginosus)
Tra i Falconiformi è uno dei più grandi e più belli; tra maschio e femmina è presente un certo dimorfismo sessuale per le dimensioni ed il colore del piumaggio.
La colorazione del maschio varia nelle diverse parti del corpo : il dorso è marrone scuro, il ventre e la testa sono più chiari, coda ed ali sono grigiastre e la gola color crema. La femmina è colorata uniformemente di marrone scuro con il bordo superiore delle ali, la gola e le parti superiori del capo biancastri. Vola basso a pochi metri dal suolo, in volo mantiene durante le planate ed i volteggi la tipica posizione delle ali rivolta verso l'alto a "V". Le penne intorno agli occhi sono disposte in modo tale da formare dei grossolani dischi facciali che migliorano le capacità visive. Le zampe sono munite di lunghe dita con affilati artigli; becco curvo e tagliente; vista acutissima e, nel Falco di palude, specializzata nel riconoscere gli oggetti in movimento.
Come dice lo stesso nome, questo rapace è strettamente legato agli ambienti umidi ed agli argini ricchi di canneti nei quali cerca il cibo e costruisce il nido; in questi ambienti tale predatore si pone all'ultimo anello della catena alimentare, cibandosi prevalentemente di piccoli mammiferi ed uccelli compresi le uova ed i nidiacei, senza disdegnare però anche pesci ed insetti.
La maggior parte delle prede, ad esempio piccoli uccelli acquatici o giovani anatre, vengono catturate volando sull'acqua; molto curiosa è la collaborazione nella caccia che a volte si instaura tra lui ed il Falco pellegrino. Inizialmente quest'ultimo distrae gli uccelli sull'acqua che, vedendolo, rimangono in acqua sapendo che caccia in volo; il Falco di palude le attacca quindi di sorpresa e le spaventa facendole volare, ed è a questo punto che il Falco pellegrino può attaccarle a sua volta.
Il maschio delimita soprattutto con il volo un proprio territorio nel quale sarà poi seguito dalla femmina; questa viene attirata attraverso richiami o voli acrobatici, ed il corteggiamento prevede volteggi in volo nei quali il maschio si lascia cadere a corpo morto verso di essa che, girandosi su se stessa, oppone i propri artigli a quelli del partner.
Nidifica fino a 200 m sul livello del mare. Il nido viene costruito al suolo soprattutto tra i fitti canneti. Produce una sola covata annua; le uova sono colorate di bianco con toni opaco-bluastri. La cova viene svolta dalla femmina mentre il maschio ha il compito di procacciare il cibo sia per lei che per i piccoli.

Riserva Punta Aderci

Home page

Comune di Vasto







Torna ai contenuti | Torna al menu